Gli impianti produttivi di Altair Chemical rappresentano un’eccellenza dell’industria chimica italiana, dove innovazione, sicurezza e sostenibilità si integrano in un modello produttivo efficiente. Grazie a tecnologie all’avanguardia e a processi ottimizzati, l’azienda garantisce elevati standard di qualità e un impatto ambientale contenuto.
Ogni sito è progettato per massimizzare l’efficienza, dallaproduzione di elettroliti e derivati clorurati alla gestione avanzata delle risorse. Altair Chemical investe costantemente in ricerca e sviluppo per offrire soluzioni affidabili e orientate al futuro.
Inaugurato nel 2008, è stato il primo impianto europeo con tecnologia di elettrolisi a celle a membrana, in sostituzione della precedente tecnologia al mercurio. Un’evoluzione che ha migliorato efficienza e sostenibilità dei processi.
Nel 2019 l’impianto è stato integrato con la linea per la produzione di soda caustica, rafforzando la vocazione del sito all’innovazione.
Dalla salamoia purificata di cloruro di sodio e potassio, la corrente elettrica genera cloro, idrogeno, soda caustica (NaOH) e potassa caustica (KOH), prodotti base per numerosi impieghi industriali.
Grazie al progetto RE-BORN e a un investimento complessivo di 50 milioni di euro, nel 2021 è stato riavviato l’impianto di elettrolisi con l’adozione della moderna tecnologia a celle a membrana.
Nel 2017 l’impianto è stato integrato con la linea per la produzione di potassa caustica in scaglie, rafforzando la vocazione del sito all’innovazione. Il rilancio del sito segna un passo decisivo nella riconversione ambientale e industriale dello stabilimento.
Accanto ai prodotti principali – soda e potassa caustica – l’industria dei cloro-alcali genera due co-prodotti gassosi: idrogeno (H₂) e cloro (Cl₂). L’idrogeno può essere impiegato all’interno dello stabilimento come fonte energetica, contribuendo all’efficienza complessiva dei processi, oppure destinato al mercato, dove rappresenta oggi un vettore energetico di crescente rilevanza.
La gestione del cloro è più complessa: una parte viene combinata con l’idrogeno per ottenere acido cloridrico (HCl), composto ampiamente utilizzato in chimica e metallurgia; un’ulteriore quota è trasformata in ipoclorito di sodio (NaClO), agente ossidante e disinfettante comunemente noto come candeggina.
Lo stabilimento di Pieve Vergonte produce composti aromatici clorurati (CLAR), destinati per circa il 90% al settore agricolo e per il restante 10% a quello farmaceutico. I principali prodotti sono derivati del toluene – come monoclorotolueni, diclorotolueni e fotoclorurati – a cui dal 2018 si è aggiunta la linea dedicata ai derivati dello xilene, in particolare il 4-cloro-ortoxilene.
L’impianto dispone di un sistema di fotoclorurazione a capacità raddoppiata, di un’unità per la produzione di 2,6-diclorotoluene (2,6-DCT) e di una sezione potenziata per la distillazione dei composti organici.
Negli ultimi anni sono stati ottimizzati i processi di clorurazione: se in passato l’attività era concentrata sulla sintesi dei CLAR e sulla produzione di acido cloridrico tecnico come sottoprodotto, oggi lo stabilimento valorizza anche nuovi intermedi destinati a impieghi avanzati nei settori agrochimico e farmaceutico.
L’impianto di cloroparaffine di Saline di Volterra adotta un processo produttivo innovativo rispetto ai metodi tradizionali, garantendo prodotti con prestazioni superiori agli standard di mercato in termini di colore, stabilità termica e conducibilità elettrica.
Le cloroparaffine realizzate sono destinate a diversi settori industriali: isolamento di cavi elettrici, PVC, concia delle pelli, metalworking, schiume poliuretaniche, pitture e vernici.
A Saline sono state inoltre sviluppate cloroparaffine super stabilizzate a catena lunghissima (C22–C30), uniche al mondo per caratteristiche e performance, a conferma della costante attenzione di Altair Chemical verso innovazione e qualità di processo.
Altair Chemical ha avviato a Saline di Volterra la prima produzione di organo clorurati da materie prime di origine vegetale, attraverso il progetto Essebiochlor. Si tratta di un’iniziativa pionieristica a livello europeo, che impiega scarti FAME (Fatty Acid Methyl Esters) derivati dall’industria del biodiesel per la realizzazione di plastificanti clorurati di seconda generazione.
Come azienda associata a EUROCHLOR, Altair Chemical segue l’evoluzione delle normative e delle valutazioni eco-tossicologiche relative ai composti clorurati, impegnandosi nello sviluppo di alternative più sicure e biodegradabili.
Da questa visione nasce la nuova linea di esteri di acidi grassi vegetali clorurati, denominata Essebiochlor, che rappresenta un importante passo avanti verso una chimica più sostenibile, riducendo l’impatto ambientale e offrendo una reale alternativa alle paraffine clorurate tradizionali.